La forte correzione dell'inizio dell'anno si è interrotta verso l'8 febbraio per lasciare il posto a una fase di ritorno alla calma relativa, con un calo dell'avversione al rischio. Gli indici di borsa si sono ripresi, ma il movimento non è omogeneo e il ritorno alla situazione prevalente prima della flessione non è completo. Due fra le principali fonti di inquietudine all'origine del calo dei mercati azionari in gennaio sono ancora presenti: timori per la Grecia, nonostante l'impegno adottato dalle autorità europee al fine di offrire il sostegno necessario, e dati economici piuttosto deludenti.
Per quanto riguarda la Grecia, dopo alcune settimane nelle quali le dichiarazioni ufficiali sono rimaste piuttosto sfumate, l'annuncio fatto il 3 marzo di un nuovo pacchetto di misure molto restrittive destinate alla riduzione del deficit, è stato accolto piuttosto positivamente. Permangono tuttavia alcune incertezze, anche dopo l'emissione obbligazionaria greca da 5 miliardi di euro, in un'asta che ha visto la richiesta superare largamente i titoli disponibili. Inoltre, gli indicatori economici si sono rivelati deludenti, soprattutto nella zona euro dove l'uscita dalla recessione sta avvenendo a un ritmo molto modesto e sembra basarsi nettamente sulla domanda estera. L’economia americana continua invece a beneficiare della ripresa industriale, ma l'occupazione e il mercato immobiliare mostrano ancora segnali di debolezza, e il tono delle autorità monetarie sulla congiuntura resta molto prudente.
Gli investitori adeguano progressivamente il loro scenario alle nuove informazioni. L'ipotesi di un graduale rallentamento della crescita mondiale prende lentamente piede, mentre il rimbalzo industriale non riesce a diffondersi nelle economie dei paesi industrializzati. Sul fronte della politica monetaria, il progressivo ritiro delle misure straordinarie di finanziamento mostra che esse non sono più necessarie ora che il funzionamento del mercato è migliorato. Infine, gli investitori dovrebbero prendere coscienza che, per ragioni politiche, la Grecia non sarà abbandonata dai suoi partner europei.
Quindi, sebbene i temi dominanti restino nettamente gli stessi dell'inizio dell'anno, la loro percezione da parte degli investitori potrebbe variare nel corso del tempo, offrendo in un primo tempo una tregua alle borse. Osserviamo ad esempio che due argomenti che avevano contribuito alla correzione delle borse in gennaio – l'obiettivo dell'Amministrazione Obama di ridurre l'attività delle banche sui mercati finanziari («regole Volcker») e le misure di controllo del credito varate dalla Banca di Cina – sembrano essere poi state «dimenticate»..
I timori che si sono manifestati di recente riflettono una realtà: rallentamento della crescita nelle zone industrializzate; finanze pubbliche in difficoltà che impongono, se non una cura di austerità, almeno degli sforzi; graduale normalizzazione delle politiche monetarie, anche se i tassi d'intervento resteranno bassi almeno fino alla fine dell'anno. Anche se, come crediamo, i rischi di un ritorno della recessione e di una insolvenza degli Stati possono essere scartati, è difficile immaginare che gli investitori possano mantenere a lungo la loro serenità di fronte a questo nuovo quadro.